La Telemedicina per gestire i pazienti in isolamento fiduciario

aprile, 2 2020
Luca Quareni
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Luca Quareni
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 News 

Abbiamo a disposizione apparati per il monitoraggio dei parametri fisiologici che possono aiutare gli ospedali in emergenza a salvare i pazienti in isolamento fiduciario. 

 Le persone risultate positive al Covid-19 che non hanno al momento bisogno di ricovero sono la grande maggioranza dei malati. Mentre scrivo, più di 33.000 persone, stanno attraversando la malattia nel così detto isolamento fiduciario a casa. 

 Quando i sintomi di una persona isolata in casa peggiorano non è facile per i sanitari capire il reale stato del paziente e di conseguenza l’urgenza con cui è necessario intervenire. I tempi per la gestione dei malati che restano presso il proprio domicilio è drammaticamente lungo, ma del resto non si può pensare, in queste condizioni di sovraccarico, di ricoverare chi non ne abbia strettamente bisogno. 

 La soluzione più logica ed immediata può venire dall’adozione di apparati specifici che permettano ai medici di monitorare i pazienti a distanza e di interagire con loro così da poter intervenire prontamente e solo in caso di necessità. Questi strumenti funzionano e sono in uso da almeno 15 anni. 

 QBGroup già 15 anni fa, infatti, aveva messo a punto un apparato per il monitoraggio a distanza dei parametri fisiologici dei pazienti cronici, chiamato Teox Pro

Con il Teox Pro i pazienti con gravi patologie croniche come la BPCO o la SLA ed in generale con grave insufficienza respiratoria possono rimanere a casa. Lo strumento misura e memorizza ad intervalli regolari una serie di parametri (SatO2, Polso, pressione NIBP, ECG, Spirometria, parametri ventilatori …) e li trasmette ad un server web dove il medico può controllare la situazione del paziente e da cui può contattarlo immediatamente.  

 Al tempo del Covid-19 è strategico tenere a casa i pazienti in fase non critica, per non sovraccaricare gli ospedali, per non esporre al contagio il personale del 118, per non aumentare i transiti dai Pronto Soccorso, senza però abbandonare nessuno e garantendo un monitoraggio in grado di rilevare in tempo utile eventuali peggioramenti e la necessità di ricovero.  

Altrettando importante sarebbe poter liberare posti letto negli ospedali e dimettere i pazienti in via di guarigione continuando ad assisterli e monitorarli anche una volta rientrati a casa. 

 In QBGroup in questi giorni abbiamo ripreso il progetto e abbiamo rimesso in funzione alcuni dispositivi che erano rimasti in laboratorio.  

Ecco quindi pronti i primi 10 Teox Pro da donare all’Unità di Pneumologia dell’Ospedale di Rieti, con cui avevamo già collaborato, grazie ai quali saranno monitorati i pazienti Covid-19 in isolamento. 

 Oggi abbiamo la possibilità di mettere in funzione una ventina di dispositivi con i materiali disponibili in magazzino e, oltre all’Ospedale di Rieti, abbiamo la possibilità di donarne una decina anche all’Ospedale di Padova. Ma sappiamo che si potrebbe fare molto di più. 

 Un fenomeno nuovo richiede un approccio nuovo e così oggi sono molte le soluzioni e le tecnologie che improvvisamente riscontrano un consenso e un’adozione fino a ieri impensabile. Come per gli strumenti di telelavoro così per la telemedicina potrebbe essere il momento di dimostrare la propria indiscutibile efficacia.  

 Sappiamo che il bilancio costi benefici della costruzione di un apparato come il Teox Pro rispetto alla predisposizione di un posto letto per il ricovero non è neanche paragonabile, e quando sentiamo che in alcune località un’ambulanza può impiegare anche 7 ore per raggiungere un paziente, vorremo solo poter fare di più

 

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